Eventi in zona

venerdì 14 agosto 2009

Accesso al registro delle delibere di Giunta

Durante la mattinata del 14 agosto è stata negata la possibilità di visionare il registro delle delibere della Giunta comunale al Capogruppo della lista "San Zeno è di tutti", Fabio Odelli, che ne aveva fatto richiesta.

mercoledì 12 agosto 2009

Presentata interrogazione sui lavori dei campo da bocce

Riportiamo l'interrogazione presentata dal Capogruppo della lista "San Zeno è di tutti" Fabio Odelli al Sindaco e all'Assessore dei Lavori Pubblici del comune di San Zeno Naviglio:


OGGETTO: interrogazione lavori campi di bocce presso centro sportivo

Il sottoscritto Fabio Odelli, in qualità di Capogruppo della Lista Civica “San Zeno è di tutti”, visto:
  • l’art. 43 c. 1 del TU sull’ordinamento degli Enti Locali D.lgs 267/2000;
  • l’art. 13 c. 7 del vigente Statuto Comunale;

Premesso che:

Il Comune ha appaltato nell’anno in corso la realizzazione di due campi da bocce all’aperto presso il centro sportivo. La delibera N. 151 del 27 novembre 2008 prevedeva:

“DATO ATTO che con determinazione dell'Ufficio Tecnico n° 151 del 04.11.2008, esecutiva ai sensi di legge, veniva affidato l'incarico per l'espletamento dei servizi tecnici di ingegneria e architettura relativi ai lavori di che trattasi, all'Arch. Roberto Nalli, con studio in Brescia, Via Trainini n°71; di dare atto che il responsabile unico del procedimento è il geom. Giovanni Gazza, il quale curerà tutti gli adempimenti connessi all'attuazione del presente atto e alla realizzazione dell'opera di che trattasi.”


Considerato che:
  • I suddetti campi di bocce hanno presentato nel mese di luglio dei problemi di rigonfiamento della superficie con bolle che hanno reso impraticabili i campi.
  • Che un successivo intervento con tassellatura del manto nei punti in cui sono sorte delle bolle non ha risolto il problema lasciando i campi in condizioni non idonee ad un loro corretto utilizzo.
  • Che il lavoro è stato appaltato per avere campi di bocce con superfici perfette e completamente lisce.

Preso atto che:
  • l’utilizzo dei campi è stato compromesso per vari giorni e che ad oggi non risulta idoneo all’uso,
  • che il manto dei campi dovrà essere rifatto.

Chiede:
  1. Copia degli atti prodotti dal Direttore lavori e dal responsabile del procedimento a verifica di quanto accaduto, a tutela del ripristino dell’opera, a garanzia che il problema non si ripeta nel tempo.
  2. Se redatto, copia del certificato di regolare esecuzione del lavoro in oggetto,
  3. Copia della determina n° 151 del 04.11.2008,
  4. Quali siano la ditta o le ditte che hanno eseguito i lavori e se sono già state pagate,
  5. Se siano state avanzate le richieste di rifacimento del manto presso la ditta esecutrice dei lavori, in caso negativo, che tali richieste siano avanzate in tempi brevi.
  6. Che tale rifacimento non abbia costi diretti o indiretti a carico del comune.
  7. Se è stato quantificato il danno causato dall’impossibilità di utilizzo dei campi, se si a quanto ammonta, come è stato calcolato e come si intende riscuoterlo, se no, perché non lo si è fatto.

Colgo l’occasione per augurarvi buon lavoro, porgo distinti saluti.

Il Capogruppo
Lista civica "San Zeno è di tutti"
Fabio Odelli

venerdì 7 agosto 2009

Speciale Congresso: i programmi dei tre candidati a confronto

Stefano Ceccanti, nel sito del Senatore Pietro Ichino, ha messo a confronto le tre mozioni (Bersani, Franceschini e Marino) che saranno presentate al Congresso del Partito Democratico.

martedì 4 agosto 2009

Speciale Congresso: la mozione Bersani a Botticino

Martedì 4 agosto 2009, ore 20.30, alla festa Democratica Valverde in via del marmo a Botticino Mattina sarà presentata la mozione Bersani.

Saranno presenti l'onorevole Paolo Corsini e l'onorevole Barbara Pollastrini.

giovedì 30 luglio 2009

Speciale Congresso: la mozione Marino a Botticino

Giovedì 30 luglio 2009, ore 20.45, alla festa Democratica ValVerde in via del Marmo a Botticino Mattina sarà presentata la mozione congressuale di Ignazio Marino.

Saranno presenti l'onorevole Pierangelo Ferrari, il consigliere comunale di Brescia Gianbattista Ferrari e l'architetto Claudio Buizza.

lunedì 8 giugno 2009

Comunali 2009: risultati

Elettori: 3.372 - Votanti: 2.799


Schede bianche: 39 - Schede nulle: 69

Schede valide: 2.691


Liste:



"Con noi per San Zeno" - Popolo della Libertà/Lega Nord: 1.641 (60,98%)

"San Zeno è di tutti": 1.050 (39,02%)



Ripartizione seggi comunali:

"Con noi per San Zeno": 11

"San Zeno è di tutti": 5

giovedì 28 maggio 2009

La strage dimenticata

Giulietta Banzi Bazoli
34 anni, insegnante

Livia Bottardi Milani
32 anni, insegnante

Clementina Calzari Trebeschi
31 anni, insegnante

Alberto Trebeschi
37 anni, insegnante

Euplo Natali
69 anni, pensionato

Bartolomeo Talenti
56 anni, operaio

Luigi Pinto
25 anni, insegnante, deceduto l’1 giugno

Vittorio Zambarda
60 anni, pensionato, deceduto il 15 giugno


Quello che precede queste brevi note è l’elenco di 8 persone decedute.

Quanti sanno a quale evento sono legate?

Trentacinque anni fa, il 28 maggio 1974, in piazza Loggia a Brescia scoppiò una bomba.

Provocò 8 morti e un centinaio di feriti.

È questo l’evento. Per questo a San Zeno abbiamo una piazza che si chiama 28 maggio ed ai suoi margini è stata posta una pietra incisa che ricorda la strage.

In concomitanza con la ricorrenza, i cittadini si sono riuniti per anni in quella piazza per ascoltare concerti, letture; lo hanno fatto, oltre che per un doveroso omaggio alle incolpevoli vittime, anche perché le nuove generazioni sapessero, vigilassero a loro volta in difesa del quadro democratico.

Insegnanti, operai, pensionati, assieme ad altre migliaia gremivano la piazza, manifestavano perché le frange fasciste che aggredivano operai, studenti, attentavano alle sedi sindacali e di partito, non rimanessero ancora impunite.

Con il cambio di amministrazione i riflettori si sono spenti, la piazza che ospitava,almeno una volta l’anno, memorie e sentimenti, si è svuotata; resiste solo quel piccolo spazio ai suoi margini che mantiene vivo il ricordo, può far sorgere in qualcuno degli interrogativi e fornire risposte.

Ma non tutti dimenticano, ogni anno una mano pietosa pone un fiore su quella pietra, è un gesto che in molti idealmente condividono. La verità storica su quella stagione si è ormai affermata, ma quei morti, i loro famigliari, tutti quelli che quel giorno c’erano, ed hanno rischiato la loro stessa vita, attendono ancora la verità della giustizia.

A chi sostiene la teoria degli opposti estremisti, aggiungo una riflessione di matrice sindacale:

Il movimento dei lavoratori bresciano non ha da superare la fase dell’odio, per il semplice fatto che è stato soltanto vittima della violenza fascista, nella strage e per molto tempo prima.
Spartacus

28 maggio 2009

martedì 5 maggio 2009

Sondaggi elettorali e strategie

Ogni volta che ci si avvicina all’elezione del nuovo consiglio comunale, anche San Zeno pare scuotersi dal solito torpore. Non vi sono grandi accadimenti sul territorio, anche a livello politico si accendono fuochi che scoppiettano per un po’, ma si spengono abbastanza velocemente e tutto rientra nella normalità. Il nostro, non è un paese che si accalora, che favorisce il nascere di grandi passioni.

L’approssimarsi delle elezioni suscita invece curiosità, le indiscrezioni dei soliti bene informati entrano in circolo, gli interrogativi riaffiorano.

Quante liste concorreranno? Quali saranno i candidati e con quale incarico?

La discussione si ravviva, fino a scommettere, nei casi estremi, un caffè.

Nel frattempo, in luoghi riservati, al riparo da orecchi indiscreti, gli addetti ai lavori compiono le loro scelte, definiscono liste e programmi elettorali.

Penso che tutti quelli che si candidano al governo del comune, sono meritevoli del nostro apprezzamento, anche chi esprime idee diverse da quelle a noi gradite.

Meritano rispetto perché si mettono in gioco, offrono il loro tempo, si sottopongono al giudizio altrui senza esserne costretti, consentono l’esercizio della democrazia, la mantengono viva attraverso la possibilità di scelta.

A volte qualche eccezione alla regola c’è, ma i cittadini sapranno ben distinguere, fra chi opera per il bene pubblico, e chi usa la carica acquisita per fini diversi da quelli proclamati. Poi, come la pioggia lungamente attesa, arrivano i primi manifesti, i primi volantini.

Le risposte finalmente arrivano ed i commenti si succedono alle fantasticherie.

Spesso il giudizio negativo sulle persone prevale sulla ragion politica, è il frutto di risentimenti, di ingiustizie, vere o presunte, subite nel tempo da chi osa esprimersi.

Gli schieramenti mettono a frutto le loro strategie per catturare il consenso.

Alla fine si emulerà ciò che avviene a livello nazionale ed internazionale, si ricorrerà al sondaggio come strumento di battaglia politica.  Non vi è dubbio, questo strumento, usato ad ogni occasione, fa ormai parte del nostro costume. Non possiamo farne a meno.

Si utilizza non solo per assumere opinioni e fornire indirizzi a chi lo commissiona, si rende evento capace di influenzare scelte e comportamenti degli stessi cittadini.

Infatti, la legge elettorale ne vieta opportunamente il suo uso in prossimità del voto.

Visto il suo impatto, ho voluto fare da apripista promuovendo anche a San Zeno un sondaggio. Premesso che non ha rigore scientifico, perché rivolto ad un campione d’amici e parenti; alla domanda “Voterai la lista San Zeno è di tutti”, gli intervistati hanno così risposto: Sì il 91%, No 1%, Non so 8%. Neanche sotto tortura ammetterò di voler influenzare gli elettori rendendo pubbliche quelle percentuali.  Va però affermato che quel 91% non lascia molti spazi al dubbio. E' una strategia elettorale che ho scoperto essere molto valida, voterò anch'io per la "Lista San Zeno è di Tutti" perché in molti le daranno fiducia. Come dubitare quindi della bontà della scelta? Il sondaggio ha mostrato la sua utilità, ora sappiamo quale è il voto utile!

Peccato non avere abbastanza quattrini da usarlo più spesso.

E chi voterà contro, gli indecisi? Probabilmente sono elettori male informati, oppure schiavi delle loro ideologie, abituati a remare in ogni modo contro l’autorità costituita.

È l’uovo di colombo, ascolta e impara, le risposte sono già tutte confezionate, basta farle proprie. Un sondaggio dirà come far riuscire al meglio la frittata.

Battista Olivetti

martedì 17 marzo 2009

Dove sta il federalismo?

Spreco delle risorse, sistema fiscale iniquo, scuola inefficiente, ecc, la denuncia, variamente argomentata, è il sintomo del malessere procurato dall’inefficienza dello stato. Come rimediare?

Nel settentrione si va affermando l’idea che nel nostro paese vi sono regioni che producono e faticano, ed altre che attendono la ripartizione, da parte dello stato, delle ricchezze accumulate dalle regioni virtuose. Si finge di non sapere che molti dei quattrini destinati al Mezzogiorno sono finiti nelle tasche di politici e malavitosi. La migrazione di tante genti del sud verso il nord è stata dettata dalla necessità di avere un impiego dignitoso. Nessuno abbandona la propria terra, i famigliari, se non è mosso dal bisogno di migliorare onestamente le sue condizioni di vita.

La povertà e la fame sono inarrestabili motori, muovono intere popolazioni.

La logica imporrebbe che i corrotti siano buttati fuori con infamia dalle istituzioni, che la lotta alla criminalità prosegua senza tregua ed impedisca il suo estendersi.

Nasce e si consolida invece un partito del nord, la Lega, che ha un’idea molto semplice, chi produce ricchezza la mantiene sul proprio territorio e si toglie dall’abbraccio mortale del governo di Roma.

Inventa una macro regione, o nazione, chiamata Padania. Invoca la devoluzione.

Non c’è, però, l’atteso consenso popolare; a chi si oppone per sensibilità opposte, si aggiunge chi ha mantenuto legami con la terra da cui proviene: il progetto non prende forma.

Allora spunta un altro feticcio capace di prodigi: il federalismo che assicura agli enti locali l’autonomia fiscale, scolastica, culturale, sanitaria, ecc…

Mentre si conia lo slogan: “Padroni in casa nostra”, i leghisti scoprono che Roma, ora che vi sono giunti anch’essi, in fondo non è poi così male, vi rimangono volentieri. La partita vera si gioca lì.

Capiscono che bisogna costruire alleanze solide, imparano presto che per giungere alla concessione del federalismo da parte degli alleati, che guardano invece al sud come al proprio bacino elettorale, devono accettare più di un compromesso; a cominciare dalla soppressione dell’ICI, l’unica imposta interamente destinata al comune in cui è riscossa.

Si può legittimamente credere nella valenza di un buon federalismo ed agire di conseguenza.

Nel nostro comune però si decide di fare il contrario.

Si rinuncia alla gestione diretta degli appartamenti riservati agli anziani affidandoli all’Aler.

Così facendo le persone più indifese rimangono prive di interlocutori a livello locale.

Si rinuncia alla gestione dell’acquedotto comunale.

Altri comuni lombardi intraprendono, vincendola, una battaglia con la regione Lombardia perché l’acqua continui ad essere un bene pubblico.

Si rinuncia alla corresponsabilità nella gestione della scuola materna, si chiede allo stato di occuparsene; lo si fa senza coinvolgere utenti ed insegnanti.

Nelle piazze si invoca l’autonomia, nella sostanza si rinuncia a quella che già si ha.

Si tratti di scelte obbligate da leggi, (volute dagli stessi che si dichiarano favorevoli al federalismo), o di scelte comunali, la tendenza è quella di esportare le responsabilità al di fuori delle nostre mura.

Il federalismo, trova per ora, la sua espressione migliore nel nome di San Zeno Naviglio tradotto in dialetto e impresso su cartelli posti alle entrate del paese: è il biglietto da visita con cui riveliamo il nostro grado di cultura. Nello sfondo verde dalle strisce pedonali, è la vocazione ambientalista.

Nel divieto alle meretrici di esercitare sul suolo comunale, tanto per mostrare i muscoli.

Il nostro comune, come ogni giovane nazione, ha bisogno di gesti simbolici nei quali il popolo si riconosca, possa marcare la propria diversità e supremazia. Valgano, a titolo di esempio, l’elezione di miss Padania, l’ampolla con l’acqua del PO che viene portata dalla sorgente alla foce.

Il popolo padano ha bisogno di patrioti e di eroi a cui ispirarsi. Forse le ronde che si vanno proponendo servono sopratutto a questo. Chissà se anche San Zeno saprà dare il suo contributo.

Spartacus

martedì 3 marzo 2009

È questa la nuova politica?

Vorrei commentare il volantino recapitato casa per casa, diligentemente, dal nuovo gruppo politico “Il giovanile San Zeno Naviglio”. Il titolo recita: “P.D. di S. Zeno N. presenta: Le tragicommedie”. Nel volantino si denuncia la leggerezza del PD del nostro paese, sostenendo che si occupa soltanto di tematiche secondarie e di poco conto per i sanzenesi, come “l’obelisco” (cioè l’antenna per telefonia recentemente innalzata all’ingresso del paese) e i delfini che giacciono abbandonati nel sito in cui dovrebbe sorgere un nuovo parco (davanti al parcheggio dove si tiene il mercato). Si attacca anche la vecchia amministrazione a proposito del sottopasso della località Garza, già pagato a suo tempo, ma non ancora realizzato.

Come giovane, sono stato poco convinto dal contenuto di tale volantino: infatti, chiunque abbia letto i numeri del giornalino del Partito Democratico di San Zeno (“Idee in circolo”), sa che le tematiche che stanno a cuore al PD sono ben altre, ma si affiancano alla denuncia dello stato di trascuratezza in cui giaceva il paese, che solo ultimamente (in vista delle elezioni di giugno), è stato parzialmente rimesso a nuovo.

Inoltre, il problema non è tanto l’antenna-obelisco, quanto il fatto che i cittadini non sono stati informati della sua costruzione e se la sono trovata là, all’ingresso del paese, senza poterci fare niente. Il PD ha anche chiesto di fare opportune rilevazioni sull’inquinamento elettromagnetico di San Zeno, per tutelare i cittadini dall’eventuale pericolosità delle radiazioni. La maggioranza, però, ha aperto solo altre polemiche. Se avesse aperto la mente, invece, avrebbe già dimostrato all’intera cittadinanza che l’obelisco, per lo meno, non è pericoloso per la salute (se è così).

Vorrei chiedere ai membri del Giovanile di San Zeno Naviglio perché, invece di attaccare l’opposizione con argomenti fragili e denigratori, non recapitano a casa di ogni cittadino, d’intesa con la giunta, volantini che spieghino in modo chiaro e semplice l’operato dell’amministrazione.

Ci dicano che cosa conseguirà dal Piano di Governo del Territorio approvato da loro.

Ci dicano perché, col PGT, di tre terreni situati l’uno di fianco all’altro, ne diventeranno edificabili solamente i due esterni, che appartengono a due consiglieri comunali, mentre quello in mezzo non diventerà edificabile (appartiene infatti ad un “semplice” cittadino, che non ha niente a che fare con l’amministrazione comunale). Ci dicano che loro non sono affatto nepotisti e che c’è un motivo valido dietro questa storia dei tre terreni.

Ci dicano perché hanno ceduto la gestione dell’acqua del paese ad una società privata, perché hanno fatto edificare l’antenna-obelisco, perché hanno avviato la procedura per statalizzare la nostra ottima scuola materna, il tutto senza informare i cittadini, nemmeno i più diretti interessati.

Ci dicano perché quando vogliono fanno arrivare a casa di ognuno un volantino, mentre quando non vogliono, anche se dovrebbero, non avvisano.

Non c’è bisogno di un intenditore per riscontrare che quanto scritto qui corrisponde alla realtà: basta riprendere i volantini distribuiti dal PD e quelli di risposta dell’amministrazione comunale, per rendersi conto di chi davvero si impegna per il paese e di chi invece si impegna per i fatti suoi. Invece di ubriacare i lettori ed elettori con presunti e inesatti demeriti della precedente amministrazione, ci si dovrebbe impegnare a fornire spiegazioni e risposte concrete alle osservazioni di merito fatte.

E infine: a che serve un gruppo politico giovanile, se poi i suoi membri sono ancora legati al vecchio modo di fare politica, che sta deludendo sempre di più i cittadini?

Fabrizio Odelli