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martedì 5 maggio 2009

Sondaggi elettorali e strategie

Ogni volta che ci si avvicina all’elezione del nuovo consiglio comunale, anche San Zeno pare scuotersi dal solito torpore. Non vi sono grandi accadimenti sul territorio, anche a livello politico si accendono fuochi che scoppiettano per un po’, ma si spengono abbastanza velocemente e tutto rientra nella normalità. Il nostro, non è un paese che si accalora, che favorisce il nascere di grandi passioni.

L’approssimarsi delle elezioni suscita invece curiosità, le indiscrezioni dei soliti bene informati entrano in circolo, gli interrogativi riaffiorano.

Quante liste concorreranno? Quali saranno i candidati e con quale incarico?

La discussione si ravviva, fino a scommettere, nei casi estremi, un caffè.

Nel frattempo, in luoghi riservati, al riparo da orecchi indiscreti, gli addetti ai lavori compiono le loro scelte, definiscono liste e programmi elettorali.

Penso che tutti quelli che si candidano al governo del comune, sono meritevoli del nostro apprezzamento, anche chi esprime idee diverse da quelle a noi gradite.

Meritano rispetto perché si mettono in gioco, offrono il loro tempo, si sottopongono al giudizio altrui senza esserne costretti, consentono l’esercizio della democrazia, la mantengono viva attraverso la possibilità di scelta.

A volte qualche eccezione alla regola c’è, ma i cittadini sapranno ben distinguere, fra chi opera per il bene pubblico, e chi usa la carica acquisita per fini diversi da quelli proclamati. Poi, come la pioggia lungamente attesa, arrivano i primi manifesti, i primi volantini.

Le risposte finalmente arrivano ed i commenti si succedono alle fantasticherie.

Spesso il giudizio negativo sulle persone prevale sulla ragion politica, è il frutto di risentimenti, di ingiustizie, vere o presunte, subite nel tempo da chi osa esprimersi.

Gli schieramenti mettono a frutto le loro strategie per catturare il consenso.

Alla fine si emulerà ciò che avviene a livello nazionale ed internazionale, si ricorrerà al sondaggio come strumento di battaglia politica.  Non vi è dubbio, questo strumento, usato ad ogni occasione, fa ormai parte del nostro costume. Non possiamo farne a meno.

Si utilizza non solo per assumere opinioni e fornire indirizzi a chi lo commissiona, si rende evento capace di influenzare scelte e comportamenti degli stessi cittadini.

Infatti, la legge elettorale ne vieta opportunamente il suo uso in prossimità del voto.

Visto il suo impatto, ho voluto fare da apripista promuovendo anche a San Zeno un sondaggio. Premesso che non ha rigore scientifico, perché rivolto ad un campione d’amici e parenti; alla domanda “Voterai la lista San Zeno è di tutti”, gli intervistati hanno così risposto: Sì il 91%, No 1%, Non so 8%. Neanche sotto tortura ammetterò di voler influenzare gli elettori rendendo pubbliche quelle percentuali.  Va però affermato che quel 91% non lascia molti spazi al dubbio. E' una strategia elettorale che ho scoperto essere molto valida, voterò anch'io per la "Lista San Zeno è di Tutti" perché in molti le daranno fiducia. Come dubitare quindi della bontà della scelta? Il sondaggio ha mostrato la sua utilità, ora sappiamo quale è il voto utile!

Peccato non avere abbastanza quattrini da usarlo più spesso.

E chi voterà contro, gli indecisi? Probabilmente sono elettori male informati, oppure schiavi delle loro ideologie, abituati a remare in ogni modo contro l’autorità costituita.

È l’uovo di colombo, ascolta e impara, le risposte sono già tutte confezionate, basta farle proprie. Un sondaggio dirà come far riuscire al meglio la frittata.

Battista Olivetti

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