Eventi in zona

mercoledì 28 ottobre 2009

Prime risposte alle interrogazioni: canoni di affitto moderato presso l'edificio sito in via Aldo Moro

All'ordine del giorno del Consiglio comunale tenutosi il 19 ottobre 2009 sono state fornite le risposte alle interrogazioni presentate il 12 e il 14 agosto.

Pubblichiamo qui di seguito copia delle nostre interrogazioni e copia delle risposte scritte dagli assessori competenti.

Canoni di affitto moderato presso l'edificio sito in via Aldo Moro


Leggi interrogazione


Risposta:
Il Sindaco ha risposto per conto dell'Assessore Marco Ferretti. Ha dichiarato che l'edificio in questione è di proprietà del costruttore che ha rilasciato il bando secondo i dettami della Regione Lombardia, al fine di ottenere il contributo da essa erogato per l'edilizia convenzionata. La precedente comunicazione, effettuata dal comune, era da intendersi come mero avviso ed era stata redatta sulla base di bandi precedenti.


Commento:


Non siamo rimasti soddisfatti dalla risposta perché: si è vista una grande confusione nella gestione di questo bando, ci chiediamo se il Segretario Comunale era informato su questo pasticcio, sperando che non ne sia stato causa. Non procediamo con ulteriori azioni perché il Sindaco ci ha garantito che sono rimasti altri quattro alloggi, che ha provveduto ad avvisare di nuovo tutta la popolazione con un volantino (che noi purtroppo non abbiamo ricevuto) e che in futuro stanno più attenti.

Prime risposte alle interrogazioni: lavori di rifacimento dei campi da bocce

All'ordine del giorno del Consiglio comunale tenutosi il 19 ottobre 2009 sono state fornite le risposte alle interrogazioni presentate il 12 e il 14 agosto.

Pubblichiamo qui di seguito copia delle nostre interrogazioni e copia delle risposte scritte dagli assessori competenti.

Lavori di rifacimento dei campi da bocce

Vedi interrogazione

Risposta:

L'Assessore all'Edilizia privata Vincenzo Serana ha comunicato che i lavori di rifacimento dei campi sono stati a carico della ditta che aveva ottenuto l'appalto. Il rigonfiamento, causa del lavori di rifacimento, è stato causato dall'inefficace asciugamento del massetto dovuto agli sbalzi climatici e di temperatura durante il periodo di costruzione (aprile-giugno). Il lavoro ha una garanzia di 5 anni.


Commento:

Ci siamo dichiarati soddisfatti della risposta, ci chiediamo solo perché ci siano voluti mesi per averla. Il nostro compito è verificare che i soldi dei cittadini siano spesi bene, per questo facciamo le interrogazioni, non siamo in consiglio comunale per fare ripicche personali.

Prime risposte alle interrogazioni: rifacimento dosso di via Roma

All'ordine del giorno del Consiglio comunale tenutosi il 19 ottobre 2009 sono state fornite le risposte alle interrogazioni presentate il 12 e il 14 agosto.

Pubblichiamo qui di seguito copia delle nostre interrogazioni e copia delle risposte scritte dagli assessori competenti.

Rifacimento dosso di via Roma

Le spiegazioni fornite dall'Assessore sono soddisfacenti solo in parte. Ad esempio, quando ci spiega che il Vigile non ha tempo di controllare il divieto di accesso dei mezzi pesanti in Via Roma, ci chiediamo e vi chiediamo: perché il Vigile il tempo lo trova per girare per le vie del paese a multare i cittadini per qualche rametto sporgente sulla strada? Il Vigile esegue degli ordini, il responsabile della polizia urbana è il Sindaco.

Interrogazione

Prime risposte alle interrogazioni: multe per siepi e alberi

All'ordine del giorno del Consiglio comunale tenutosi il 19 ottobre 2009 sono state fornite le risposte alle interrogazioni presentate il 12 e il 14 agosto.

Pubblichiamo qui di seguito copia delle nostre interrogazioni e copia delle risposte scritte dagli assessori competenti.

Multe per siepi e alberi

Interrogazione

Risposta

In merito all'interrogazione in oggetto, protocollata in data 19 agosto n. 5413, si precisa quando segue:
  1. L'iniziativa di comminare le multe è dovuta a ripetute sollecitazioni dell'Assessore all'Ambiente a seguito di numerose segnalazioni e richieste di cittadini che si sono susseguite in questi anni;
  2. Come ovvio, non esiste ne può esistere un piano redatto dall'Amministrazione che indichi in questo caso, nella fattispecie la volontà di sanzionare siepi ed alberi sporgenti, come debba operare la Polizia Locale. Al Sindaco spettano gli atti di indirizzo, richieste di maggior attenzione, ma non le scelte di carattere tecnico. Pertanto, le multe fino ad ora comminate non riguardano specifiche zone, ma sono state effettuate durante i normali servizi di controllo del territorio.
  3. Diversa è la legislazione che disciplina questo tipo di sanzioni. Quella generale è disposta dall'art. 29 del D.Lgs 285/92 ("Nuovo codice della strada") che impone l'obbligo ai proprietari confinanti di mantenere le siepi in modo da non restringere o danneggiare la strada; inoltre la stessa disposizione di legge viene richiamata all'art. 59 del Regolamento di Polizia Urbana approvato in data 15/06/2006 con delibera di Consiglio nr. 9. Tuttavia, nella ricerca delle disposizioni di legge in materia, risulta in data 21 giugno 1997 la pubblicazione dell'ordinanza n. 6 del Sindaco Montini a richiamo del già citato art. 29 del codice della strada. Si presume che quanto viene emessa un'ordinanza l'intento sia quello di farla rispettare. È comunque interessante notare, come esistano differenze sanzionatorie tra le tre diverse norme. Infatti, se il codice della strada prevede un pagamento di una somma compresa tra 155 € e 264 €, il regolamento comunale prevede da un minimo di 25 € ad un massimo di 500 €. Inoltre, l'ordinanza del Sindaco Montini, tuttora in vigore, si riferisce a 235.000 lire, cioè circa 121 €. Ad oggi, salvo casi di palese e repentina violazione, la Polizia Locale ha applicato la sanzione più bassa, cioè quella prevista dal Regolamento di Polizia Urbana, nella misura del doppio del minimo, più le spese accessorie, pur sapendo che l'art. 59 del Regolamento di Polizia Urbana rimanda alle sanzioni del codice della strada, considerate per la prima violazione troppo eccessive.
  4. Alla data dell'interrogazione, le sanzioni per questo tipo di violazioni sono diciotto, tutte documentate tramite attestazione fotografica come prova in sede giudiziaria. Per quanto riguarda, invece, l'attendibilità degli accertamenti ai sensi dell'art. 2700 del codice civile, la parola di un pubblico ufficiale non può essere messa in dubbio fino a querela di falso.
  5. È davvero singolare che una forza politica che a livello nazionale crede di incarnare i valori di moralità e legalità chieda all'amministrazione comunale di compiere un abuso di legge, annullando delle sanzioni che, come abbiamo visto, rispondono a norme ben precise. Tra l'altro, è curioso notare come i tempi siano cambiati: allora nel 1997, successivamente ad un'interpellanza dell'opposizione, il sindaco Montini emisa la già citata ordinanza; oggi, un'altra opposizione, forse credendo di guadagnare chissà quali consensi chiede il non rispetto delle norme. L'attuale amministrazione, invece, a fronte di un numero veramente esiguo di sanzioni (ricordiamo, diciotto su circa millenovecento nuclei familiari), ritiene che la sua Polizia Locale abbia agito correttamente, tra l'altro proprio su richiesta di molti cittadini. Questo perché la violazione di norme e di leggi, soprattutto di un regolamento di polizia urbana, comportano situazioni spiacevoli ed antipatiche, riferite al corretto svolgimento della vita civile tra i soggetti di una comunità, come ad esempio l'ostacolare il passaggio dei pedoni sui marciapiedi. Ricordiamoci sempre che quando qualcuno compie un abuso o una violazione, lede e limita i diritti e le libertà di altri cittadini come lui, così può esere per un divieto di sosta, per le siepi che disturbano un passaggio pedonale, per chi danneggia beni pubblici e privati... Più che cavalcare facili consensi da chi è stato sanzionato dall'opposizione ci saremmo aspettati non un plauso, ma quandomeno sostegno per aver applicato delle norme che prima della legge sono pratiche di buona educazione e rispetto dei diritti altrui.
  6. Chiedere agli agenti di avvisare i cittadini sarebbe inopportuno e ridicolo, in sostanza si andrebbe a svilire il già delicato e difficile ruolo della Polizia Locale, per la quale tutti noi dovremmo nutrire profondo rispetto. Questa interrogazione, invece, agisce in maniera contraria, mettendone in dubbio l'operato. Nonostante questo, inoltre, si creerebbero dei pericolosi precedenti: a chi spetterebbe il compito di decidere quali violazioni devono essere immeditamente perseguite e su quali invece, si può tranquillamente pazientare alcuni giorni previo cortese avviso? Una commissione forse? E giuridicamente  che titolo?
  7. In ultimo, a proposito di presunta carenza di informazioni, spiace che i componenti dell'attuale minoranza, non tanto come forza politica, quanto come cittadini, non abbiano mai fatto caso alle campagne informative dell'amministrazione riferite a questo tipo di violazioni: nel corso della passata legislatura i cittadini sono stati avvisati due volte mediante articoli sul giornalino comunale, inoltre, da almeno cinque anni, alla fine dei mesi invernali, l'assessorato all'ambiente invita regolarmente i cittadini, tramite volantino, ad adeguarsi alle normative che, ricordo, non sono altro che buone norme di educazione.
A disposizione per eventuali chiarimenti, si coglie l'occasione per porgere distinti saluti.

L'assessore all'Ambiente
Omar Bertelli



Commento

Ringraziando l’Assessore per la sua cortese risposta ai nostri rilievi – anche se non possiamo tralasciare il fatto che, come per altre interrogazioni da noi proposte, tale risposta sia giunta ben oltre i tempi stabiliti dalla normativa in materia – ci dichiariamo non soddisfatti da quanto addotto dall’assessore.

Dal nostro punto di vista la “ratio” della norma non risiede nel punire qualunque forma di violazione della disposizione dell’assessore,anche quella configurata dalla fuoriuscita di 10 cm, dalla proprietà di un cittadino, di un rametto di siepe.

La norma non va intesa formalmente ma sostanzialmente, e dovrebbe perseguire coloro che hanno siepi od alberi che fuoriescono in maniera copiosa dalla proprietà od impediscono la visuale su strade od incroci o deturpano il decoro urbano.

Altri aspetti non ci convincono: perché alcuni cittadini con situazioni non così gravi sono stati multati, mentre altri che hanno siepi che invadono perfino i marciapiedi non sono stati interessati da provvedimenti di contravvenzione?

Perché il vigile non provvede, in particolare nei casi meno gravi di violazione ad un richiamo del cittadino ed a un invito a regolarizzare la posizione, intervenendo quindi con la sanzione qualora in caso di verifica la situazione di irregolarità fosse ancora persistente? Questo, infatti, è il “modus operandi”  sotteso ad ogni norma che prevede una sanzione o multa. Ciò ci rafforza la convinzione che l’ondata di multe che ha colpito la cittadinanza di San Zeno qualche mese fa – per il verde, per i cani, per presunte violazioni del codice della strada – sia stata ordinata e messa in atto con lo scopo di far cassa.

Da ultimo, a proposito delle multe circa la tenuta del verde da parte dei privati cittadini, ci viene spontaneo chiederci: ma con quale coraggio l’amministrazione intima ai cittadini di tenere con decoro il verde delle loro proprietà, quando il paese risulta sporco,abbandonato a sé stesso, con una situazione del verde pubblico a dir poco scandalosa, per rendersi conto della quale basterebbe recarsi nella seconda metà di viale Europa,dove è quasi impossibile camminare sui marciapiedi dal tanto il verde è incolto!

Prime risposte alle interrogazioni: la Mensa scolastica

All'ordine del giorno del Consiglio comunale tenutosi il 19 ottobre 2009 sono state fornite le risposte alle interrogazioni presentate il 12 e il 14 agosto.

Pubblichiamo qui di seguito copia delle nostre interrogazioni e copia delle risposte scritte dagli assessori competenti.

Mensa scolastica

Interrogazione

Risposta


Non siamo stati soddisfatti da quanto dettoci dall'Assessore De Carlo perchè non si sono affrontati i problemi di interesse delle famiglie, quelli su cui volevamo una risposta. Non ci è stato detto il perchè dei ritardi, forse perchè era responsabilità del Segretario Comunale?

Siamo rimasti anche molto delusi dello scarso rispetto delle regole messo in mostra dall'Assessore, la normativa prevede 30 giorni e dal 14 luglio al 28 settembre ne sono passati molti di più. Non è certo stato un buon esempio per i nostri studenti.

lunedì 26 ottobre 2009

Primarie 2009: risultati di circolo

Domenica 25 ottobre 2009 si sono tenute le primarie per le elezioni del segretario nazionale e regionale del partito. A San Zeno Naviglio, l'evento si è svolto nella massima serenità e con la partecipazione di 132 simpatizzanti.

Di seguito pubblichiamo i risultati elettorali di circolo.


Segretario Regionale
  • Angiolini: 21
  • Fiano: 39
  • Martina: 71

Schede nulle: 1.      Schede bianche: 0


Segretario Nazionale
  • Bersani: 76
  • Franceschini: 31
    • Lista Dario Franceschini: 25;
    • Lista Serracchiani per Franceschini 5;
    • Entrambe le liste: 1 [#1].
  • Marino: 25


Note:
[#1] Il voto è stato considerato valido per il candidato, ma nullo per l'attribuzione dei seggi alle singole liste sulla base della delibera PD n. 57 del 27 settembre 2004 (PDF).

venerdì 2 ottobre 2009

Risultati Assemblea di Circolo primarie 2009

L'Assemblea di Circolo, convocata per l'elezione del segretario nazionale e regionale, ha visto la partecipazione di 22 iscritti e di numerosi simpatizzanti. Il dibattito al termine della presentazione delle tre mozioni è stato piuttosto animato.

Qui di seguito riportiamo i risultati delle due elezioni e le liste di candidati alla Convenzione Provinciale che il 4 ottobre avrà il compito di discutere le tre mozioni a livello di provincia.


Elezioni segretario nazionale:
  • Mozione Bersani: 9
  • Mozione Franceschini: 8
  • Mozione Marino. 5

Elezioni segretario regionale:
  • Mozione Martina (Bersani): 10
  • Mozione Angiolini (Marino)i: 5
  • Mozione Fiano (Franceschini): 7

Candidati alla Convenzione provinciale.

Mozione Bersani:
  • Bontempi Sandro;
  • Carlotta Coccoli.
Mozione Franceschini:
  • Bonometti Barbara;
  • Odelli Fabio;
  • Mantovani Sara.
Mozione Marino:
  • Oliva Mauro.

Eletti: Bontempi Sandro, Bonometti Barbara, Oliva Mauro.

venerdì 18 settembre 2009

Speciale Congresso: Perché ho scelto Marino

Ignazio Marino si presenta come la novità nella campagna per l'elezione del segretario del Partito Democratico.

Nato a Genova nel 1955, medico con esperienze all'estero, soprattutto negli Stati Uniti, è entrato in politica nel 2006 aderendo con entusiasmo al progetto del nascente partito. Non si presenta quindi come un politico di carriera e non ha svolto ruoli all'interno di una delle due anime del Partito Democratico: la sua posizione di cattolico e di laico lo rende sintesi perfetta di quello che dovrebbe essere la nuova forza politica nel panorama nazionale.

Il suo programma fa della chiarezza il suo punto di forza: un candidato deve presentarsi con una linea e dei punti fermi, deve essere il faro verso il quale convergere l'interesse dei cittadini elettori e deve essere la guida della nazione che si riconosce nelle sue idee.

L'italiano, oggi, si sente insicuro e la protezione è uno dei cardini del programma di Marino: è necessario dare un senso di sicurezza dei cittadini sulle strade, rafforzando la legalità, rendendo la giustizia equa, ma efficiente. La sicurezza va estesa anche al lavoro: è necessario partire dal concetto che il benessere di una nazione dipende anche dal benessere degli ultimi, dei deboli e dei precari.

Marino vuole anche riappropriarsi del concetto di libertà, intesa come area all'interno del quale un cittadino può scegliere il proprio progetto di vita. Nella vita politica, la libertà deve manifestarsi con il libero accesso all'informazione, alla possibilità di scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni e di conferire prestigio a queste ultime, dando alla maggioranza ruoli di governo e alle opposizioni gli strumenti controllo. Nella vita di tutti i giorni, la scelta del proprio percorso può essere fatta solo se c'è il coraggio di combattere le discriminazioni e di favorire l'integrazione, perché chiunque possa avere voce in capitolo per contribuire al benessere di una nazione.

Tutto questo non è possibile se non si introduce nelle istituzioni il concetto di trasparenza, di modernità e di innovazione, perché è solo dal confronto con i cittadini e con il cambiamento che si migliora la qualità della vita. Diventa quindi fondamentale valorizzare la ricerca e il merito, per riconoscere le capacità imprenditoriali di ognuno di noi - permettendoci di contribuire alla crescita della nazione - e per attirare i talenti dall'estero, dato che è dal confronto con altre culture che si può trarre il meglio per tutti.

Mauro Oliva

Speciale Congresso: Perché ho scelto Franceschini

Accingendomi a presentare la mozione di Dario Franceschini, uno dei tre candidati alla segreteria del Partito Democratico, parto da due presupposti fondamentali: primo, non esiste il candidato perfetto, che corrisponda esattamente a come noi lo vorremmo; secondo, tutti e tre i candidati presentatisi ai nastri di partenza del percorso congressuale sono stimabili, di elevata caratura politica e di gran valore.

Tenendo sullo sfondo quanto detto in premessa, provo a delineare le motivazioni che mi hanno portato a scegliere di sostenere Dario Franceschini.

Tra i molti temi importanti rintracciabili nella mozione, che spaziano dall’Europa alla condizione femminile, dal lavoro alla famiglia, dall’immigrazione alla laicità, dalla lotta all’evasione all’assetto dello Stato, quatto temi chiave hanno catturato il mio interesse e colpito le mie sensibilità più degli altri.

Il primo riguarda la necessità di rivolgersi ai cittadini-elettori con messaggi comprensibili, chiari, che trasmettano con immediatezza quello che intendiamo e quello che vogliamo dire. Legato a questo primo aspetto, vi è poi quello di costruire un partito che decida, che abbia delle posizioni chiare e ben definite, in cui si discuta, ci si confronti, ma poi si voti e si definisca la linea del partito, a cui tutti si attengano e che venga portata all’esterno come quella ufficiale; basta con mille posizioni e mille voci, basta con acrobazie ed equilibrismi, serve avere una posizione chiara e precisa su ogni argomento all’ordine del giorno.

Chi non si riconosce nella posizione risultata maggioritaria, si impegnerà per modificarla, migliorarla, renderla più vicina alle proprie posizioni, sempre però in una linea di rispetto e lealtà con quanto emerso dal confronto. Un punto decisivo per il futuro del partito è quello del radicamento sul territorio.

Necessariamente da qui deve partire il nostro tornare a metterci in ascolto della gente e la riconquista della capacità di farci ascoltare; è fondamentale essere sul territorio, essere vicini ai nostri concittadini, ai loro bisogni ed alle loro esigenze, essere punto di riferimento e creare occasioni per portare avanti le nostro idee e per spiegare le nostre prospettive.

L’idea di un circolo del Pd per ogni paese e per ogni quartiere delle città va in questa direzione e riconosce i circoli come veri e necessari gangli vitali della struttura del Partito Democratico.

Da ultimo cito l’idea chiave per me fondamentale, quella relativa alla cosiddetta “green economy”, ovvero quel mondo che ruota intorno alle fonti di energia rinnovabili, ai nuovi stili di vita ed a una nuova visione dell’economia.

Franceschini si spinge ad affermare che la green economy sarà nel prossimo decennio ciò che la rivoluzione informatica è stata negli anni ’80, ovvero il motore dell’economia mondiale; ciò avrà inevitabilmente riflessi sul debito energetico e su quello ambientale, sulla sostenibilità e sugli equilibri ecologici.

Valorizzare l’ambiente ed investire sull’economia verde diventa allora una priorità, da cui discende la necessità di superare il concetto di crescita puramente quantitativa per puntare su quella qualitativa e sullo sviluppo umano, di tutti gli uomini, a qualunque latitudine abitino e qualunque colore della pelle abbiano.

Fabio Odelli

Speciale Congresso: Perché ho scelto Bersani

Esiste tra le tre mozioni presentate dai candidati alla segreteria del Partito Democratico una larga convergenza su questioni essenziali per la vita del Paese, ma ci sono tuttavia alcune differenze che riguardano, in particolare, l’organizzazione del partito. Su questo punto mi sembra significativo soffermarmi illustrando brevemente ciò che, a mio avviso, costituisce la parte più convincente della mozione presentata da Pierluigi Bersani.

«Il Partito Democratico è la più grande intuizione degli ultimi venti anni» – sottolinea Bersani – tuttavia «ciò che abbiamo realizzato nei primi venti mesi è al di sotto del progetto che intendevamo perseguire». Perché il PD ha deluso le aspettative che aveva suscitato? Sono da chiamare in causa, secondo Bersani, le scelte di fondo compiute al momento della nascita del PD, a partire dalla cosiddetta «vocazione maggioritaria» che non significa rifiutare le alleanze, bensì capacità di unire storie e tradizione politiche diverse «sulla base di vincoli programmatici». Il pluralismo interno al PD è per Bersani «una ricchezza irrinunciabile e un motivo di orgoglio», ma gli organismi dirigenti ad ogni livello avranno il dovere di ricercare attraverso il confronto delle opinioni la posizione comune da assumere nelle sedi politiche ed istituzionali. Il PD nasce sulle radici dell’Ulivo, un’esperienza da cui trarre l’insegnamento per rinnovare la politica italiana. La vocazione maggioritaria del PD «non consiste nell’autosufficienza» ma nel tornare ad una politica capace di aggregare, nel costruire una «casa comune dei riformisti» guardando con attenzione alle forze di sinistra, riformiste, laiche e ambientaliste; nel riscoprire la dimensione di un vero partito popolare capace di rivolgersi «ad un vasto arco sociale, dai ceti meno abbienti, ai ceti produttivi, alle nuove generazioni».

Ha ancora senso oggi parlare di partito? In un momento come quello attuale, in cui nel nostro paese sembrano trionfare i modelli plebiscitari, Bersani ribadisce il ruolo di questo grande strumento di partecipazione democratica «di formazione civile, di impegno individuale e collettivo, di mediazione virtuosa tra società e istituzioni» che per crescere ha bisogno di un forte radicamento territoriale: ecco l’importanza dei circoli presenti in ogni comune, in ogni quartiere, nei luoghi di lavoro e di studio. Il Partito democratico è un partito nazionale organizzato su base federale dove gli organismi dirigenti nazionali saranno formati per la metà da rappresentanti designati dai livelli regionali.

Per Bersani, infine, il PD «è un partito di iscritti e di elettori» dove «la sovranità appartiene agli iscritti, che la condividono con gli elettori nelle occasioni regolate dallo statuto. Agli iscritti sono riconosciuti diritti fondamentali come la partecipazione alle decisioni ai vari livelli (anche attraverso referendum) e l’elezione degli organismi dirigenti», mentre il PD «coinvolge gli elettori, attraverso le primarie, per selezionare le candidature alle cariche elettive con particolare riferimento alle elezioni in cui non sia presente il voto di preferenza».

Si tratta, in definitiva, di parole che tracciano l’idea di un partito forte, coerente e democratico, basato sulla partecipazione attiva dei suoi iscritti ed elettori, radicato sul territorio e capace di esprimere soluzioni alle aspirazioni concrete della società italiana.

Carlotta Coccoli